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Val d'Orcia Toscana

In viaggio tra i borghi incantevoli della Val d'Orcia

Il percorso invita a scoprire uno dei paesaggi più belli della Toscana, un connubio di panorami naturalistici e di insediamenti umani in gran parte non scalfiti dallo scorrere del tempo.
Non soltanto quindi colline a perdita d'occhio punteggiate dai cipressi che danno loro una personalità unica, ma anche castelli, abbazie, borghi, collegati tra loro da strade sinuose, percettibili solo grazie alle file di cipressi che le costeggiano.
Un' incredibile rivelazione per chi è abituato dalla congestione della vita moderna.
La preservazione del paesaggio ha portato con se anche quella dei sapori di un tempo: il vino (il Brunello è il più noto), l'olio, la cinta senese.

Si parte da Siena percorrendo la Via Cassia, la strada risalente agli antichi Romani, che mette in comunicazione la città del Palio con Roma.

La Cassia percorre dapprima il fondo valle della Val d' Arbia, mentre le colline circostanti invitano a seguire con gli occhi il paesaggio in movimento.
Da Siena si parte verso sud seguendo le indicazioni per la S.S. 2 "Cassia".
Per gran parte del percorso ricalca la storica via Francigena, uno degli itinerari più ricchi di spiritualità, percorsa dai pellegrini che da Canterbury, si dirigevano verso Roma.
Le tappe intermedie sarano dapprima Monteroni e Lucignano fino a raggiungere Buonconvento.

Questa zona è ancora il cuore agricolo del sud Senese.
La campagna coltivata per secoli con i metodi tradizionali, è rimasta oggi immutata ripronendoci un panorama totalmente al di fuori del tempo.
La natura e le architetture creano un paesaggio rurale ancora integro.
Si raggiunge così dopo 27 km Buonconvento, che, con la sua pianta rettangolare delimitata da un'antica cinta muraria, conserva edifici monumentali a testimonianza di un passato importante. 

Tra questi il Palazzo Comunale ed il Museo di Arte Sacra della Val d'Arbia.
Oltrepassata Buonconvento, seguendo ancora la Cassia, lasceremo il fondovalle e ci troveremo ad affrontare un tratto molto più "guidato", spesso sulle creste.
Procedendo verso Torrenieri, si farà evidente la sensazione di cambio prospettico, guardando ora le colline dall'alto.
Avremo quindi ragguinto la Val d'Orcia con il suo paesaggio che ha assunto l'immagine della Toscana nel mondo.
File di cipressi che connotano con il loro rigore le creste delle terre ondulate, marcando il panorama in maniera unica.

Continuiamo sulla Cassia e attraversiamo il suo tratto più spettacolare che si insinua tra le colline di Montalcino e Pienza.
Raggiungiamo così il medievale impianto di Bagno Vignoni, con la sua straordinaria piazza d'acqua.
Nonostante le dolci colline che segnano il paesaggio non facciano pensare a grandi falde acquifere, l'utilizzo dell'acqua a fini termali è molto diffuso nella zona, non soltanto a Bagno Vignoni, ma anche più oltre, a Bagni San Filippo, fino ad arrivare a San Casciano dei Bagni.
Basterà volgere lo sguardo ad occidente, al Monte Amiata, il più alto vulcano inattivo d'Italia, con le sue distese di boschi ad alto fusto, per trovare la spiegazione di tanta ricchezza d'acqua.
Le strade che portano in vetta all'Amiata sono diverse, tutte ricche di tornanti e nel bel mezzo di boschi spettacolari; pertanto meritano un percorso a se per chi sa apprezzarle a bordo di un'auto d'epoca.

Noi per il momento ci consentiamo una breve digressione dalla Cassia per salire fino a Castiglione d'Orcia che segna il confine tra la Val d'Orcia e le foreste del Monte Amiata.
Splendida la piazza sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale e notevoli le chiese di Santa Maria Maddalena, e dei Santi Stefano e Degna .
Dominano il centro i resti della Rocca Aldobrandesca e la magnifica Rocca a Tentennano. .
Continuiamo quindi verso sud percorrendo ancora l'antica via Francigena per raggiungere la splendida rocca di Radicofani dalla cui torre si gode di una vista indimenticabile non soltanto su tutta la Val d'Orcia e l'Amiata, ma anche sul Lago Trasimeno e sul Lago di Bolsena. Il castello di Radicofani risale all'undicesimo secolo ed è ricordato sopratutto per Ghino di Tacco, ribelle ghibellino senese che ne fece base per le sue imprese. 

Siamo sul limite meridionale della Val D'Orcia pertanto la fortezza è stata utilizzata per secoli come punto di difesa e controllo tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio.
Oltre alla fortezza vanno menzionati il Palazzo Pretorio, le Chiese di San Pietro e Sant'Agata.
Dopo aver visitato Radicofani, risaliamo su strade secondarie segnate da impresionanti calanchi verso il borgo medievale di Contignano.
Dopo Contignano la strada ritorna a panorami ormai più familiarmente tipici della Val d'Orcia, con un continuo insinuarsi tra dolicissime colline, per la delizia di chi è a bordo di uno spider d'epoca.

Tra continui saliscendi, arriviamo quindi al borgo di Monticchiello, che conserva vari edifici medievali, inclusa la rocca e la chiesa duecentesca dei Santi Leonardo e Cristoforo.
Ancora poche curve sulle creste di queste affascinanti colline, e ci ritroviamo a Pienza, dichiarata dall'UNESCO "patrimonio mondiale dell'umanità". 
Città frutto della visione di Enea Silvio Piccolomini che nel 1458 decise di trasformarla nella città simbolo del Rinascimento Italiano. 
Nei tre anni seguenti, tra il 1459 e il 1462, furono costruite la Cattedrale dell'Assunta, affiancata dall'imponente Palazzo Piccolomini, con uno spettacolare panorama sulla Val d'Orcia, il Palazzo Comunale e il Palazzo Vescovile. Risalgono invece al Medioevo la chiesa di San Francesco (secolo XIII), e la vicina Pieve di Corsignano (secolo VIII). 

Scendiamo nuovamente verso l'Orcia e presi dall'affascinante vista circostante, si arriva velocemente a San Quirico D'Orcia. Borgo di origini medievali, l'antica Osenna, conserva la sua struttura urbanistica originaria, chiusa dalla contemporanea cinta muraria.
Le visite consigliate sono: Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, il Palazzo Pretorio , il Palazzo Chigi, l' Ospedale della Scala, e le chiese di Santa Maria Assunta e Santa Maria di Vitaleta . 
Da non perdere poi gli Horti Leonini, i giardini all'italiana opera cinquecentesca di Diomede Leoni, discepolo di Michelangelo. 
San Quirico d' Orcia è il punto di passaggio nel fondo valle delle colline di Pienza e quelle di Montalcino nostra meta finale. Patria del famoso Brunello, uno dei migliori vini rossi del mondo, Montalcino è anche una imperdibile città d'arte. 
Ci arriviamo con la ripida strada, che ci ripaga però con la sua vista dominante i 3000 ettari di vigneti (1500 dei quali a Brunello) che le hanno dato fama in tutto il mondo.

Nel centro non poteva mancare la Rocca costruita nel 1361 dopo l'ingresso della città nei possedimenti di Siena. Il vero simbolo di Montalcino è però l'alta torre del Palazzo Comunale, eretta nel '300. Ai suoi piedi, Piazza del Popolo e la Loggia gotica.
Tra gli edifici religiosi da non perdere le chiese di Sant'Agostino e Sant'Egidio (XIV secolo) e il Museo Civico e Diocesano. Proseguendo invece verso Castelnuovo dell'Abate raggiungiamo l' Abbazia di Sant'Antimo , uno dei capolavori del romanico in Italia.

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Drive in Style SaS
di Claudia P Morales H.
Indirizzo: Località Vallone, 52044  Cortona, Arezzo
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