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Tour in auto d'epoca nelle Marche

Dimenticate il turismo fatto di pulmann, di traffico e di ristoranti per turisti.

Partendo da Urbino, la capitale del Rinascimento Italiano, scopriremo il territorio del suo antico Ducato, il Montefeltro, straordinario connubio di arte nascosta, di natura incontaminata e di antiche tradizioni.
Viaggiando con un auto d'epoca si ha modo di apprezzare tutto questo, in quanto inseriti in un viaggio in gran parte fuori del tempo.
E ad ogni sosta ci sarà qualcuno a ricordare i tempi passati, quando vedere circolare quelle che oggi sono spider d'epoca, era un evento raro da ricordare.
Questa è terra di motori dopo tutto.
Si parte da Urbino nel Nord delle Marche, dichiarata Patrimonio Mondiale dell' Unesco citta' natale di Raffaello e Città Ideale del Rinascimento Italiano grazie all' Umanista Federico da Montefeltro, Duca di Urbino.

Nasce da un insediamento dei Galli Senoni (sec. IV ac) ma è presto sottomessa dai Romani.
E' sede di uno dei palazzi più eccelsi dell'epoca rinascimentale, il Palazzo Ducale (sec. XV), tanto architettonicamente pregevole, quanto ingegneristicamente avanzato.
Poi il Mausoleo dei Duchi (XV sec.), la Chiesa di San Francesco (XIV sec.), gli Oratori, la Cattedrale, la Fortezza Albornoz. 
Nonostante camminare comporti un certo sforzo ad Urbino, a causa dei dislivelli, non ci dimenticheremo certo di passeggiare sui vicoli carichi d'atmosfera che renderanno la nostra visita indimenticabile.
Lasciato Urbino, si prosegue dapprima sul percorso naturalistico del Parco delle Cesane per poi affrontare l'incredibile Passo del Furlo. 
Un canyon mozzafiato, da percorrere rigorosamente in auto d'epoca: strapiombi sul fiume, aquile reali, natura selvaggia, ricordando l'eco da brivido delle vetture della Mille Miglia in questa gola cosi stretta.

Si prosegue verso Urbania con il suo Barco Ducale residenza di caccia dei Montefeltro e poi verso Sant'Angelo in Vado con il suo centro storico perfettamente intatto dominato dalla torre del Palazzo della Ragione (sec.XIII) e con la sua Domus del Mito (Sec.I aC), la Domus Gentilizia, uno dei rinvenimenti piu' importanti delle Marche.
Con i suoi mosaici ci lascia una traccia della vita fiorente che anche 2 millenni fà contraddistingueva la zona.
Il tartufo bianco pregiato la fa da padrone e quindi anche una sosta enogastronomica è d'obbligo.

Le strade si arrampicano sulle colline con panorami mozzafiato. Presto si arriva al centro di Frontino, una miniatura d'epoca, ed il vicino Convento di Monte Fiorentino (sec.XIV).
Ci lasciamo sulla sinistra l'affascinante Parco del Sasso Simone e Simoncello e la sua necropoli, per raggiungere Carpegna d il suo omonimo Monte.
Terra di Prosciutti DOP e terra di razza bovina Marchigiana... forse un'altra sosta è d'obbligo.
Poco lontano scopriamo l'antico castello di Pietrarubbia (sec. XV) una ghost town affascinante, base di antichi carbonai ed oggi sede del Centro Trattamento Artistico dei Metalli del maestro Arnaldo Pomodoro.
La prossima tappa sarà San Leo su un inespugnabile sperone, con la sua maestosa Rocca (Francesco di Giorgio Martini) dove venne rinchiuso Cagliostro e le sue due chiese, la Pieve Preromanica (sec.XI) ed il Duomo Romanico del (sec.XII). Appena fuori le mura il Monastero di Sant'Igne non va assolutamente perso.
Il panorama da San Leo scopre in lontananza la prossima tappa. Montecerignone.

Come spesso accade da queste parti la natura è ingrata. Calanchi, strapiombi, boschi inaccessibili.
Tutto questo ci regala oggi dei panorami meravigliosi raggiungibili con facilità dalla nostra spider d'epoca.
Ma nel medioevo, fino all'avvento su larga scala della meccanizzazione, vivere qui significava avere una capacità di sopravvivenza straordinaria.
Anche Montecerignone, un pò come San Leo, vive su uno sperone, con la sua Rocca (sempre di Francesco di Giorgio Martini) ed era anch'esso un avamposto dei Montefeltro, che pur prediligendo le arti alla guerra, non disdegnavano le armi.
Dalla valle del Conca ci dirigiamo verso la valle del Foglia e verso Macerata Feltria. Città di origine preellenica (i Pelasgi, detti i popoli del mare) e oggi centro di acque termali curative, merita una sosta anche per visitare il Palazzo del Podestà, il Castello e la Torre Civica (sec. XII) e la Pieve di San Cassiano (sec. XI).

Scendendo verso il fiume Foglia incontriamo il lago di Sassocorvaro ed il sovrastante abitato.
La Rocca Ubaldinesca (sec. XV) è una tappa obbligata con il suo incredibile ruolo di arca di ricovero dei tesori artistici Italiani durante la seconda guerra mondiale.
Siamo di nuovo alle porte di Urbino fine del nostro itinerario.
Saranno necessari almeno 2 o 3 giorni per una visita completa alle località descritte e per godersi di questi fantastici itinerari su misura per delle auto d'epoca.

Mancano però ancora i passaggi impervi del Monte Catria e del Monte Nerone, l'affascinante Monastero di Fonte Avellana, i borghi fortificati del Metauro, il Parco del San Bartolo a picco sul mare e la romantica Rocca di Gradara con la leggenda di Paolo e Francesca.

 

Drive in Style SaS
di Claudia P Morales H.
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